I “buchi neri” di Internet. I paesi censurati.

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Belarus, Burma, Cina, Cuba, Egitto, Iran, Korea del Nord, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam.

Questi sopra elencati sono i così detti “buchi neri” di Inernet. Paesi dove le loro stesse autorità filtrano, controllano, cancellano siti internet che contengono argomenti non graditi ai loro stessi governi. Ne proponiamo qualche caso:

- In Cina questi controlli, censure sono attuate da Compagnie cinesie e straniere d’accordo con il governo. Il governo cinese non contento della censura ha arrestato nel 2005, 52 persone solo per aver espresso la loro opinione sui loro siti.

- In Burma, dove la maggior parte degli accessi ad Internet è costituita da università e Internet cafes la situazione è peggiore di quella dei loro vicini cinesi dove l’esercito sotto controllo del governo filtra i contenuti dell’opposizione. Sempre l’esercito ha messo sotto controllo Internet cafes e le università, dove i computers automaticamente effettuano “screen captures” (come se usassimo il tasto STAMP delle nostre tastiere) ogni 5 minuti per monitorare le attività degli utenti.

- La Korea del Nord , dove il loro punto nk (.nk) non è stato ancora lanciato, risulta essere il peggior “buco nero”. Qui le connessioni sono pochissime, affittate dalla Cina e sono accessibili solo a pochi funzionari. I pochi siti nord Koreani attivi sono stati creati dal Governo e sono su servers in Giappone e Sud Korea.

Noi ci preoccupiamo nel caso che questi metodi di censura siano prima o poi rivolti, con tecniche molto più raffinate e più difficilmente individuabili, ad altri paesi. Come i nostri.

Fonte: www.rsf.org

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